BOX 5

Da sinistra: Andrea Barbato, Gian Marco Cancelli, Gabriele Barisone, Vincenzo Ricci, Franco Melocchi, Luca Pacifici.
A.U.C. Franco Melocchi: "Il Tenente".
Franco si è sempre caratterizzato per il suo continuo parlare di ogni possibile argomento, ad ogni ora, ma soprattutto durante le ore di studio (degli altri), e le ore in cui tutti avrebbero voluto dormire. A causa del suo parlare, anche nei vari QM, si è aggiudicato l’ambito record di consegne ricevute nel box.
Il suo soprannome deriva dall’aver prontamente redarguito due militari in atteggiamento scherzoso davanti alla sala convegno (altresì chiamata "spaccio"). A noi invece piace ricordarlo per lo "Slim-Fast" acquistato per dimagrire e per la crema esfoliante per migliorare l’aspetto della sua pelle.
A.U.C. Vincenzo Ricci: "Il Maresciallo".
Napoletano verace (più della passata), su Vincenzo, o come lo chiamano tutti: Enzo, si potrebbe scrivere un intero libro. Maestro di imboscamento, perennemente primo ad ogni fila, per la mensa o per riconsegnare le armi, ha smosso mari e monti per diventare ADT. Amico di tutto il gruppo addestrativo, dei marescialli, dei sergenti e degli "spaccisti", con il suo linguaggio pieno di "Ue" e di altre espressioni veraci, ci ha fatto scuola di lingua napoletana.
Famoso un suo scambio di opinioni con l’aiutante Potì dopo la prova di educazione fisica:
Da non dimenticare, infine, le interminabili discussioni con l’AUC Melocchi per la conquista di 10cm di spazio in più accanto al posto branda.
A.U.C. Andrea Barbato: "Tarzan".
Il più ribelle del box, si è macchiato del seguente reato: "Attività sediziosa".
Dopo la licenza di ferragosto è stato protagonista, suo malgrado, di un autentico giallo: la sera, quando doveva rientrare, non è tornato; la mattina seguente neanche. Abbiamo allora pensato che non sarebbe più tornato con noi. In realtà, a causa di un ritardo delle FF.SS., aveva dovuto passare un’agghiacciante notte alla Stazione Termini. Tornato a metà mattinata, furioso, la sua attività sediziosa ha poi toccato i massimi livelli.
Grande successo nel box hanno riscosso i suoi racconti e le sue storie vissute con la sua motocicletta (così come le foto della sua ragazza).
Il soprannome "Tarzan" deriva dalla sua tecnica nel salire in tempo record la pertica.
A.U.C. Gian Marco Cancelli: "Maniago".
Dotato di una farmacia nell’armadietto, non ha vissuto un attimo di tranquillità per tutta la durata del corso. Ossessionato dall’idea di finire a Maniago, ha studiato in ogni momento libero, prendendosi delle pause solo per parlare al telefono con la sua fidanzata e per partecipare alle cene di box.
Semovente per scelta, ha rischiato di rompere un braccio al Sten Chiavini per aver chiuso l’otturatore dimenticandosi di portare avanti l’asta di manovra. Soldato modello nei comportamenti, alla sveglia si alzava repentinamente e si recava in bagno di corsa battendo il muro dei 30s netti.
A.U.C. Gabriele Barisone: "Ore 23.00".
L’alpino del box, ed il meno convinto d’esserlo, è l’uomo dalle mille risorse: ha aperto il libro per massimo trenta minuti a settimana….. e riusciva a studiare, superandole, dieci materie!
Vero specialista nella corsa e nel tornare dalle libere uscite alle 22.59, di lui ricorderemo la sua frase simbolo: "Quando si esce in libera uscita si sta sempre bene, ma quando si va via per qualche giorno da questo posto si gode di bestia.". Una spettacolare foto di Eva Herzigova nel suo armadietto indica la sua predilezione per le modelle … e per certi giornaletti, come notato anche dal Sten Marcenaro durante un’ispezione.
A.U.C. Pacifici Luca: "Rocco Siffredi"
A sentir lui è il nuovo "Rocco Siffredi": dietro ad un aspetto cordiale e gentile si nasconde il vero prototipo di amante delle donne, lo schiacciasassi, lo scalatore dei più ambiti monti. I suoi desideri, come l’ago magnetico del suo GM79, collimano sempre ad un unico punto, per lui essenza di vita. Ogni domenica, tornando dalla libera uscita, esausto dopo una giornata di fuoco, immediatamente si addormentava, e, come una mummia si nascondeva dietro le lenzuola fino al mattino.
Di lui rimarrà indimenticabile il ricordo di quando, durante la prova di "Addestramento formale", conduceva una intera sezione a schiantarsi contro i pilastri di piazzale Trieste, come in un immane suicidio collettivo. Una vera tragedia per lui (voto 8, N.d.R.), una commedia indimenticabile per noi! Segni particolari: nelle più calde notti d’estate, lo si può ritrovare vestito del solo indumento dal quale non si libererebbe mai, l’immancabile calzino bianco di spugna.
Il sogno ricorrente di questi cinque mesi:
