BOX 12

Da sinistra: Andrea Gamberini, Matteo Nanni, Michele Dessanti, Alberto Bacci, Massimiliano Carrer, Gualtiero Petrini.
A.U.C. Massimiliano Carrer: "Yoghi"
Il soprannome è dovuto alle sue movenze dinamiche, soprattutto nella prima fase del corso in cui le uniche attività cui era dedito erano mangiare e dormire. Gran bevitore, ha mostrato in varie occasioni la sua professionalità, talvolta abbinando elementi del tutto estranei tra loro quali possono essere cipolla e vino ("Oh, ragazzi, sto troppo male!") per poi distribuire il miscione su varie turche. In tale occasione è anche riuscito a far compiere con il solo alito in disaffondo allo Sten. Siano, il quale si era preoccupato della salute del futuro coordinatore degli inquadratori.
Di lui rimane in batteria un segno tangibile nei suoi pezzi di dente sparsi dopo un conflitto a cuscino con l’A.U.C. De Sanctis.
E’ stato eletto all’unanimità "Capo spugna box 12" per i considerevoli quantitativi di alcool bevuti in diverse occasioni, accompagnati dalla sua classica giustificazione: "Oh ragazzi, avevo sete!!!"
A.U.C. Alberto Bacci:
A causa della sua tranquillità e passività è sempre stato vittima delle angherie dei compagni di box, fino al punto di venire chiamato pubblicamente (soprattutto dall’A.U.C. Gamberini) con un’epiteto che non citiamo (si vocifera circa un’omosessualità latente che si sarebbe manifesta durante una licenza consumata con l’A.U.C. Moretton….da soli, a Roma!!!).
Grande studioso ("Oh ragaftzi, cofsa pompate?", "Oh, stafsera pompa magna", "Ci facciamo delle domande?"), ha sempre cercato di dare il meglio di sé, fino al punto di fare domande per poi rispondere lui.
Il suo armadietto rimarrà sempre un esempio d’ordine (Nunziatella docet) per tutti noi, che abbiamo cercato di rovinare con sonore pedate e/o spallate in sua assenza.
A.U.C. Matteo Nanni: "Cloaca"
Il soprannome deriva dal fatto che inaugura e termina la giornata con sonori peti e/o rutti, deliziando il box con le sue vibrazioni sonore.
Nell’evolversi del corso ha fatto a gara con l’A.U.C. Gamberini (vedi) su chi alzava più tardi alla sveglia e lasciava più in disordine il posto branda. I compagni di box hanno svolto molti studi per analizzare la dilatazione ventrale dovuta a bevande a base di luppolo (Kilkenney strong), ma lo sviluppo addominale è superiore perfino alle previsioni teoriche.
Il suo chiodo fisso sono le donne e tutto ciò che si può far con loro (… solo teoricamente!!!) fino al punto di sognarle in modo talmente focoso che …la mattina rivela brutte sorprese!!!
Completamente incapace di orientarsi a Roma, ha pagato con giorni di consegna due la ricerca di un paraculo per i Carabinieri dal parroco di San Pietro.
Se l’A.U.C. Petrini (vedi) sarà acquisito dall’Arma probabilmente l’A.U.C. Nanni non riuscirà a superare il trauma da distacco simbiotico.
A.U.C. Gualtiero Petrini: "Greg"
A causa del nome impossibile da ricordare è stato chiamato con i termini più assurdi, come ad esempio Ramon; piacevole è invece risultato essere Gregorio, da cui il soprannome.
Si è presentato il 16 giugno con un portamento da perfetto gentleman inglese, dopo la cura "box 12" uscirà il 12 novembre con un atteggiamento da minatore disoccupato. Nonostante rutti tonanti (notevole quello in campeggio, che ha portato ad esclamare un dirimpettaio di roulotte: "…e mi illumino d’immenso"), cerca di salvare la faccia andando a sorseggiare aperitivi nei vari bar di paese.
Saranno sempre grati i compagni di box alla sua Tipo, che ci ha scorrazzato in varie avventure in quel di Bracciano, mentre l’A.U.C. Petrini non sarà per nulla grato all’A.U.C. Nanni per una licenza passata a tre (Nanni = moccolo) con scatola di preservativi "acquistati allo spaccio" tristemente ancora imballata.
Rimane mitica la sua notte passata a dormire nei cessi della batteria, dopo diversi e ripetuti incontri ravvicinati (faccia a faccia) con le turche.
A.U.C. Dessanti Michele: "Ingegnere"
Lo sportivo del box 12, si esalta con ogni filmato e/o fotografia che riguardi un qualsiasi sport (anche il più assurdo) e cerca di emularla.
Ha trascinato l’A.U.C. Carrer in allenamenti massacranti a causa del suo spirito di competizione, causando varie tachicardie al malcapitato compagno.
Amante delle montagne e fedele fidanzato, ha passato serate al cellulare con la propria donna ("Bon bon, se no te vien so mi me fasso un segon!"), con la quale ha svolto il proprio dovere di uomo per buona parte del mese di luglio. Grande amante, inoltre, del piantone comando, per la possibilità di passare intime serate in compagnia delle "chat line".
Normalmente tranquillo, in presenza di festa si scatena al di là descrivibile
A.U.C. Gamberini Andrea: "Gamberaus’ "
Elemento folcloristico del box 12, sicuramente assoldato nel ruolo di A.U.C. per errore del computer di Bologna. Perennemente scazzato inizia la giornata imprecando un po’ a casaccio ("allievi attenti a chi!") e lasciando il posto branda modello accampamento gitano; alla sera ci delizia con la musica techno, ed in particolare hardcore e trance del suo DJ preferito Cirillo ("Cocoricò willneverdie") e Larchierhous (?) da cui il soprannome.
La sua passione più grande, però, è la moto, compagna di mille avventure raccontate davanti ad una buona birra (anche più di una) al Braccanus. Il suo exploit più grande probabilmente risulta essere una sonora fattanza (ubriacatura) con tanto, in seguito, di ricovero in infermeria e murales nel corridoio di batteria. Tutto il box lo ringrazia in quanto ci ha portato a conoscenza di termini quali gubbiare, guzzare, toffare, calare, fattanza, …… e chi più ne ha più ne metta. Rimane comunque il più grande urlatore notturno del Box 12 con frasi del tipo "I perni si inculano!!" , "Oh, babbo, a 26 anni non posso girare con una golf".