BOX 10

Da sinistra: Paolo Poletti, Giovanni Brotto, Emanuele Favella, Giovanni Brotto, Antonio De Luca.

A.U.C. Giovanni Brotto

Elegante giovanotto con il comportamento più giovanile del box 10, grazie al suo accento marcato è il veneto DOC. E’ solito cantare la canzoncina : "E sarà sempre così Vicenza in A, Verona in B". Chiamato Giotto (GIOvanni broTTO), si è reso famoso nel box per le sue doti di spezzacuori, e per la sua capacità di sfuggire alle consegne (al contrario di alcuni suoi compagni), pur dormendo su di un letto non fatto durante ogni pausa nell’orario addestrativo. Questa sua innata capacità è però venuta a mancare il giorno in cui il Tenente Punzo, passando per le camerate per motivi di normale routine, scorgeva il suo telefonino a ricaricare dentro le docce, e gli infliggeva seduta stante e con sadico sorriso giorni tre di consegna per aver sottratto energia elettrica allo Stato, e per aver contravvenuto all’ordine di divieto di ricarica delle apparecchiature elettriche personali con la sola eccezione del rasoio elettrico. Il poverino tornava mestamente nel suo box con la sua punizione, e il giorno dopo su ordine del comandante generale il divieto veniva annullato, lasciando il nostro oltre che col danno, pure con la beffa.

Nonostante risiedesse nel box 10 preferiva scroccare passaggi in macchina ad allievi di altri box dimenticandosi dei suoi vicini di letto che avrebbero voluto passare qualche momento in più in sua compagnia.

Si ricordano di lui inoltre, le ottime doti di imitatore oltre che dei compagni di corso (Ferretti alias "Meneghetti"), anche di alcuni ufficiali.

A.U.C. Fabio Plazzotta: "Robocop, Iceman"

Si è distinto fin dal primo giorno per l’abbigliamento impeccabile, la valigia in pelle, ma soprattutto per il suo elegante portamento. E’ l’allievo che ha fatto della marcia un’arte, ed essendo l’unico capace di portare avanti braccio e gamba contemporaneamente dallo stesso lato, si è meritato "honoris causa", il soprannome di Robocop.

Formale anche nelle pulizie, costituisce insieme all’A.U.C. Favella la squadra ideale per la pulizia del box. Ha avuto i maggiori problemi con la ribaltina dell’A.U.C. De Luca, di cui dopo 4 mesi, non ha ancora capito il funzionamento. Sempre ottimista, anche nelle avversità, il suo motto era: "Se qualcosa può andar male, stai sicuro che lo farà!".

Da ricordare inoltre il suo perenne stato di tensione emotiva anche nelle situazioni più banali.

Personaggio molto corretto e leale con tutti, ha sempre desiderato qualcosa di più da questo corso A.U.C., soprattutto un po’ più di severità, di consegne e punizioni, visto l’andazzo decisamente scazzato della maggior parte della batteria verso la fine del corso.

A.U.C. Paolo Poletti:

Ingegnere elettronico "Mantuan", si è messo in luce per essere il più sportivo tra i componenti del box. Istruttore di nuoto, si è subito fatto l’abbonamento alla piscina antistante la caserma, impegnandosi con costanza nell’allenamento giornaliero, seguito come un’ombra dall’amico A.U.C. Giampieretti (forse sono fidanzati da due mesi ma nessuno lo sa).

Appassionato lettore di riviste a carattere scientifico e sportivo non disprezza letture più spinte (esiste una prova fotografica realizzata dall’A.U.C. De Luca), si è guadagnato il titolo di capoclassifica del box, questo senza impegnarsi eccessivamente, ma facendo affidamento su di uno studio metodico e costante: era solito addormentarsi sul letto 10 minuti dopo essersi sdraiato.

Allievo scelto del corso si è reso protagonista in un episodio indimenticabile: durante le prove per il cambio della guardia al Quirinale, a causa di una errata esecuzione di un "Ri-poso", veniva apostrofato dal Ten.Col. Lipari con le seguenti parole: "Ehi tu, con quel c…o di pizzetto, ti spezzo le ossa!".

Sicuramente va ringraziato per il grande impegno per l’organizzazione della festa di fine corso.

A.U.C. Emanuele Favella

Giovanissimo ed imponente artigliere da montagna, tanto da indurci a chiamarlo Favellone, fin dal primo giorno si è fatto conoscere da tutti per le sue continue richieste agli inquadratori di carta igenica, per poter soddisfare i suoi "bisogni personali".

Da novello Rambo durante le prove di lancio della bomba a mano ha espressamente chiesto con tono serio e convinto di poter estrarre la sicura con i denti.

Ha saputo animare la nostra convivenza con ripetuti litigi per le pulizie all’interno del box (solo lui le sapeva far bene a suo parere) e con vivi dibattiti riguardanti: 1. Fede cattolica ("Tu taci che non vai mai a Messa!"); 2. Donne (la sua dovrebbe essere pura e casta, giovane, bella, attraente e che non guardi nessun altro ragazzo, inoltre solo quando deciderà di sposarlo potrà metter piede in casa sua: può esistere un animale simile nella specie umana?); 3. Pudore (guai avvicinarsi a lui in mutande altrimenti scattava con un "uè, uè, uè, vediamo di tenere le distanze che io non son mica un culattone!").

Frasi tipiche: "Allievo Ufficiale Emanuele Favella, scusi Signor Tenente, le volevo dire… le volevo chiedere, posso finire di mangiare il gelato?"

dopo essersi portato in tasca alla Romano il gelato già iniziato alla Montefinale. Da vero reggiano il nostro Favellone era usuale rispondere a proposte o idee che non condivideva espressioni tipiche del genere :"Ma sborat, Zio Walter, Sborada vacca ecc.". Va ringraziato per averci regalato momenti indimenticabili.

A.U.C. Antonio De Luca

Allievo che ha continuato a riempire l’armadietto dal primo giorno ad ora, fino a fagli subire un cedimento strutturale. Là dentro non trova più spazio nemmeno l’aria, infatti ci ha messo di tutto: utensili, elettrodomestici, alimenti, detersivi, creme e cremine, più tutto quello che può essere utile all’occorrenza tant’è che alcuni allievi ne hanno fatto uso senza il suo permesso e l’hanno costretto a chiudere a chiave il suo armadietto quando non è controllato a vista. E’ riuscito persino a mimetizzare, tra quelle poche centinaia di cose che aveva, persino una damigiana da 5 litri di vino bianco che tuttora in data 2 novembre ’98 non è ancora stata aperta. Per non parlare del tester digitale, dello stereo (molto grande e molto potente), del ferro da stiro, delle cravatte…Come farà a portarsi via tutto il 12 novembre ?

Durante il corso non è stato proprio fortunato, anche se lui ammette che la sfiga non esiste: ha subito un numero di richiami superiore alla media; tra questi c’è il richiamo per aver dormito (quotidianamente) in mimetica sopra il materasso. Ha pure preso qualche padulo, forse perché mentre gli altri studiavano lui, dopo l’orario addestrativo dormiva.

Si è comprato la benda nera per gli occhi allo scopo di non essere infastidito dalla luce ma suo malgrado lo infastidivano le nostre risate, vista la somiglianza a Zorro. Sorprendeva parecchio inoltre il fatto che al telefono era solito gridare "eh" nel bel mezzo della comunicazione con la sua ragazza che a suo parere parlava troppo veloce. Ragazzo dotato di ingegno, un giorno disegnò sullo specchio del suo fornitissimo armadietto diversi pizzetti in modo che specchiandosi si sarebbe visto con il pizzo, e via tutti a provarseli. Altra cosa strana è che era solito ammazzare le mosche con lo spray per l’alito e l’accendino.

Va ringraziato per la grande disponibilità e iniziativa che tra le tante cose ci ha permesso di ottenere splendide foto ricordo dei momenti più (e anche meno) significativi, scattate da lui personalmente (tant’è che è diventato il fotografo ufficiale del corso).

L’armadio un bel negozietto

su allievi facciamoci un giro,

troviamo dal semplice elmetto

all’ignoto ferro da stiro.

Nel corso richiami e paduli,

non usa sinossi e policroma indossa,

dorme ogni giorno senza lenzuoli

che sia anche ora di farsi le ossa?

Squilla il telefono rotto: ciao Barbi;

d’un tratto un grido fa "EH" ?

a che serve De Luca esaltarti,

ti fanno la donna sai bene com’è!

 

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